Il progetto

In un contesto nel quale il discorso sull’identità si pone come difficoltà da superare, e laddove per mezzo di politiche culturali si riescono a costruire nuove realtà identitarie, L’art9 e Litehouse vogliono provare, con la presente proposta progettuale, a dare voce e forma alla cultura siriana al di fuori dei confini d’origine. La guerra civile in Siria, scoppiata nel 2011, ha provocato oltre 5 milioni di rifugiati, ossia 5 milioni di siriani in transito e, tra queste persone, una parte è composta da artisti siriani fuggiti e al momento residenti in Europa. L’emigrazione obbligata e la dispersione di questo popolo ha spezzato le radici di origine, elemento culturale fondamentale per la solidità di un individuo e per la sua comunità. Questo progetto intende raggruppare un insieme di voci di artisti di origine siriana, al momento residenti o rifugiati in città e paesi europei, per raccontare le storie di alcuni come metafora e testimonianza di un dramma fatto di vite, ricordi e progetti.

Il progetto si struttura, come un vero e proprio viaggio, in diverse iniziative, un ciclo di eventi nel quale le varie sfaccettature della cultura siriana saranno messe in mostra grazie al lavoro e alle scelte espressive degli artisti coinvolti. E’ un progetto in essere e dinamico, che vuole coinvolgere talenti con la voglia di esprimersi, e nel quale l’unico vincolo resta un’identità non negoziabile nonostante la perdita degli ancoraggi sociali. I racconti, le performance e le opere in mostra saranno storie di individui – megafono di una comunità dislocata in un territorio globale – a cui L’art9 desidera dare loro un luogo e uno spazio. Tramite quest’iniziativa si vuole portare consapevolezza non solo della storia, dei fatti accaduti e dei drammi che hanno segnato la vita di molti, ma anche sostenere e porre l’attenzione sui progetti e i desideri futuri del popolo siriano.